Servizi psicologici Como

Il viaggio come strumento per conoscere il presente e il passato

Il viaggio per conoscere presente e passato

Aes Domicilio è una onlus specializzata all’erogazione di servizi di badante a Como, servizi educativi e servizi di supporto a minori e genitori; i nostri operatori sono attivi su tutte le provincie lombarde con particolare attenzione ai servizi educativi e ai servizi di assistenza agli anziani. AES Domicilio è divulgatore di conoscenza, é continua crescita culturale e umana, trasmette valori, principi alla portata di ogni giorno, ma soprattutto é creatrice di nuovi ponti ed alleanze sociali.  Siamo convinti che il viaggio rappresenti uno degli strumenti più efficaci per esplicare questi obiettivi, ma soprattutto per soddisfare il bisogno più profondo dell’anima , quello dell’aprirsi ad un cammino che non sia quello di sempre, bensì quello di ogni giorno. I motivi che sottendono al viaggio sono legati tanto agli usi, al patrimonio di cui godiamo e alle persone che possiamo incontrare, quanto ad una dimensione più interiore: quella parte di noi fatta di intuizioni, sensazioni, emozioni che vanno oltre il tempo ed il comune sentire. Quel che cogliamo d’ogni viaggio entra a far parte di una dimensione più ampia del semplice vivere.

La memoria di ciò che vediamo durante il viaggio cede il posto alla critica, incrementando il nostro livello di esperienza e contribuendo a dare forma e colore al nostro io interiore. Ogni viaggio lascia sempre un segno, ci trasforma e ridimensiona la nostra consapevolezza. In genere, ogni viaggio contribuisce a renderci persone migliori perché favorisce il dialogo con noi stessi. Ogni viaggio ci mette nella condizione di osservare le cose con un occhio diverso. Franco Riva in un suo libro afferma che il viaggio é una presa di coscienza dell’altro, un’alterità che c’interpella e ci costringe al confronto, un’esperienza che non è possibile senza una frattura, un distacco da noi stessi. Ritiene che viaggiare appartenga al nostro quotidiano, che non sia mai stato così facile, eppure raramente ci s’interroga sul suo valore e sul suo significato.

Il viaggio è diventato uno slogan, una metafora abusata, la funzione essenziale del nostro essere sempre in rete. In questo libro, il filosofo Franco Riva studia la fenomenologia del viaggiare e cerca di riportare al loro senso profondo le parole che la accompagnano: ospitalità, incontro, meraviglia, responsabilità, libertà… Riva guarda al viaggio nella vita privata, nelle dinamiche globali, nelle sue declinazioni esistenziali e letterarie, perché viaggiare è anche raccontare il proprio viaggio e perché viaggio e racconto condividono la stessa struttura. Al centro della sua analisi c’è una necessità urgente e profonda: ricreare, prima di tutto dentro di noi, quello spazio aperto che permette al viaggio e alla vita di continuare a intrecciarsi l’uno con l’altra.

Viaggiare é certamente espressione di storie, paesaggi, visioni dirette rispetto a ció che percepiamo dai libri. Tucidide in questo fu molto chiaro: per vivere il presente bisogna conoscere il passato: la storia é magister vitae nel senso più profondo e per questo vorremmo riportarvi per qualche istante nel passato riportando delle parole forti che a quei tempi esaltarono la democrazia Ateniese e che oggi dovrebbero essere conosciute dalla nostra classe politica. Del resto, come ha affermato qualche giorno fa in un’intervista Massimo Cacciari, senza i classici non c’é pensiero critico, né democrazia.

” Amiamo il bello, ma con semplicità, e ci dedichiamo al sapere, ma senza debolezza; adoperiamo la ricchezza più per la possibilità di agire, che essa offre, che per sciocco vanto di discorsi, e la povertà non è vergognosa ad ammettersi per nessuno, mentre lo è assai più il non darsi da fare per liberarsene. Riuniamo in noi la cura degli affari pubblici insieme a quella degli affari privati, e se anche ci dedichiamo ad altre attività, pure non manca in noi la conoscenza degli interessi pubblici. Siamo i soli, infatti, a considerare non già ozioso, ma inutile chi non se ne interessa, e noi Ateniesi o giudichiamo o, almeno, ponderiamo convenientemente le varie questioni, senza pensare che il discutere sia un danno per l’agire. E di certo noi possediamo anche questa qualità in modo differente dagli altri, cioè noi siamo i medesimi e nell’osare e nel ponderare al massimo grado quello che ci accingiamo a fare, mentre negli altri l’ignoranza produce audacia e il calcolo, incertezza. È giusto giudicare superiori per forza d’animo coloro che distinguono chiaramente le miserie e i piaceri, ma non per questo si lasciano spaventare dai pericoli.”

E anche per quanto riguarda la nobiltà d’animo, noi ci comportiamo in modo opposto a quello della maggioranza: ci procuriamo gli amici non già col ricevere i benefici ma col farli. Chi ha fatto il favore è un amico sicuro, in quanto è disposto con una continua benevolenza verso chi riceve a tener vivo in lui il sentimento di gratitudine, mentre chi debitore è meno pronto, sapendo che restituisce una nobile azione non per fare un piacere ma per pagare un debito. E siamo i soli a beneficare qualcuno senza timore, non tanto per aver calcolato l’utilità del beneficio ma per la fiducia che abbiamo negli uomini liberi.” Parole che speriamo facciano riflettere sulle nostre potenzialità e su ció che di migliore siamo in grado di compiere.