Badanti quarantena anziani famiglie

Le badanti in quarantena con le Famiglie

Non pochi sono i casi in cui le badanti sono rimaste “recluse” in casa dei propri assistiti. Sì, avete capito bene: da quando è scattata la quarantena, anche per esigenze personali, le badanti sono rimaste nei domicili dove operavano, poiché impossibilitate a tornare al proprio domicilio, oppure fortemente sconsigliato dalle aziende sanitarie.

Il rappresentante di Assindatacolf ammonisce: Attenzione, la popolazione complessiva esposta ai rischi ‘post-fuitine’ di colf e badanti ”è di circa 10 milioni di persone”. In altre parole: la colf o badante in libera uscita potrebbe, anche inconsapevolmente contrarre l’infezione e al rientro esporre a contagio la persona assistita.

Sono oltre due milioni in Italia le unità lavorative annuali di colf e badanti tra tempo pieno e part time che potrebbero potenzialmente mettere a rischio altrettanti datori di lavoro e famiglie se non si atterranno scrupolosamente alle norme del recentissimo Decreto ‘Io resto a casa’, in vigore da stamane e fino al prossimo 3 aprile.

Dunque, espone Zini, “tra personale domestico e datori di lavoro parliamo di oltre 4 milioni di persone, tutte con alle spalle una propria famiglia, in media di 2,1 persone, per un numero complessivo totale di 10 milioni di cittadini. Il che equivale a dire circa un sesto della popolazione italiana con salute a rischio”.

Ma può un datore di lavoro licenziare una colf o licenziare una badante che esce senza rispettare quanto definito dal nuovo Decreto di emergenza? ”No – risponde Zini – Ma può interrompere il rapporto di lavoro attraverso il licenziamento “ad nutum” (cioè senza motivazione di giusta causa e con il solo limite del preavviso”.

A rimetterci sarebbe dunque il lavoratore, come anche nel caso di ”fobie: quando il lavoratore convivente vive nel panico che il datore di lavoro ti porti il virus in casa e rifiuta la prestazione. Anche in questo caso rischia il licenziamento”.

Per questo Zini rilancia: ”nell’interesse di entrambe le parti coinvolte il Governo attivi immediatamente cassa in deroga e voucher per baby sitter ed anche a badanti” e sollecita la convocazione del tanto ”atteso tavolo con il ministero del Lavoro per l’immediata attivazione di queste misure”. Nel caso dei rapporti di lavoro in regime di convivenza, considerata l’attività assistenziale rivolta a soggetti fragili, si raccomanda ai collaboratori nel loro tempo libero di attenersi rigorosamente alle normative ministeriali valide per tutti: rimanere a casa se non per motivi strettamente necessari e in ogni caso limitare i rapporti con altre persone. Laddove le prestazioni di lavoro domestico continuino a svolgersi con la consueta regolarità, i lavoratori residenti in comuni o zone diverse del fattore, per raggiungere il luogo di lavoro, devono essere in possesso del modulo di “autocertificazione” divultao dal Ministero, dal momento che sono attivi controlli su tutto il territorio.

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