badante Como aiuto datori lavoro  Como

Badanti a Como: Un Aiuto Per I Datori Di Lavoro

AES DOMICILIO di Como ha da sempre tenuto in piena considerazione e aggiornamento quanto avviene sul versante economico e legislativo intorno al mondo delle badanti; soprattutto segnalando i numerosi contributi che hanno permesso negli anni di perfezionare l’ambito della “health-care” a Como ed in Italia.

Aiuti per pagare la badante a Como a chi diventa non autosufficiente e per sostituire l’assistente familiare che va in maternità. L’aumento dei contributi da versare a Cassacolf, dal 1° gennaio di quest’anno – scattato con il rinnovo del contratto collettivo del lavoro domestico, nel 2020 – porta in dote una serie di prestazioni, per la prima volta, anche a vantaggio dei datori di lavoro. Dal 1° luglio sono entrati in vigore, infatti, il rimborso per i costi della badante da 300 euro al mese per chi diventa non autosufficiente (disponibile per 12 mesi) e l’indennità una tantum da 300 euro per aiutare le famiglie a pagare un sostituto quando la colf, la baby sitter o la badante vanno in maternità.

Sono state poi prorogate fino al 31 ottobre le prestazioni a favore dei lavoratori domestici introdotte per far fronte agli effetti della pandemia di Covid 19.

Il datore di lavoro domestico che diventa non autosufficiente può accedere al rimborso spese da 300 euro al mese per coprire almeno parzialmente i costi di una badante. C’è un requisito particolarmente restrittivo, però: l’iscrizione a Cassacolf deve essere avvenuta quando il beneficiario aveva meno di 67 anni, ed era ancora autosufficiente (in una logica simile a quella assicurativa). Quindi, in pratica chi oggi ha già compiuto 67 anni e non è mai stato iscritto a Cassacolf, anche se diventa non autosufficiente, non può avere il contributo. È un requisito selettivo stabilito per ragioni di sostenibilità finanziaria della misura. Lo consideriamo un punto di partenza, che alla lunga non rappresenterà più un problema. In sostanza – aggiunge – basta che l’anziano sia stato già presente nell’anagrafica di Cassacolf, anche versando contributi per un altro lavoratore domestico. L’altro requisito richiesto è aver versato i contributi a Cassacolf, con continuità, nei quattro trimestri precedenti.

Si potranno chiedere fino al 31 ottobre le indennnità per i lavoratori domestici colpiti dal Covid o costretti a restare in quarantena, per le quali Cassacolf ha stanziato sette milioni di euro. Fino a giugno 2021, le pratiche di rimborso relative a queste prestazioni sono state 6mila. Oltre a una indennità di mille euro per chi è ricoverato in ospedale a causa del Covid, è particolarmente utile per i lavoratori domestici l’indennità da 30 euro al giorno, fino a 10 giorni, per coprire i periodi di assenza dovuti al Covid. Il lavoratore domestico colpito dal virus, infatti, se supera 15 giorni di malattia (retribuita), resta scoperto, economicamente, per gli altri giorni di assenza. L’indennità può coprire quindi, almeno in parte, la retribuzione persa nel mese del Covid. La domanda va presentata entro 12 mesi dal contagio.

 

Vuoi sapere quanto costa una badante?

AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco. Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche nella Regione Lazio e in particolare in provincia di Roma (badante Roma).

La domanda si presenta direttamente a Cassacolf compilando la modulistica disponibile sul sito www.cassacolf.it. L’invio del modulo e dei documenti va fatto per email a [email protected] per le prestazioni spettanti ai lavoratori, [email protected] per le prestazioni spettanti al datore di lavoro. Se si tratta del pacchetto Covid, l’indirizzo è [email protected].